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Come Mark’s sceglie un buy and share? (Parte 1) 150 150 Mark's

Come Mark’s sceglie un buy and share? (Parte 1)

Parte 1 – Documentazione

Più di una volta ci hanno rinfacciato di non aver recensito lo shop X o lo shop Y privilegiando l’analisi degli “amici” e tralasciando quelli non presenti nel gruppo. Bene, premettendo che di “amici” non ne abbiamo, o meglio noi agli “amici” non chiediamo comunque nulla per scrivere qualcosa su di loro. Pensiamo che si debba come minimo avere conoscenza della metodologia di vendita e, possibilmente, anche un’esperienza di acquisto, sia positiva che eventualmente negativa, da riportare per poter esprimere un parere con cognizione di causa. In mancanza di ciò lasciamo volentieri ad altri il compito di sbilanciarsi a sponsorizzare/consigliare/parlare degli shop a cui noi non abbiamo dato evidenza perché non ancora in grado di dare giudizi oggettivi.

Dopo questa premessa ed in attesa dei futuri articoli mi sono premunito però di buttare qualche riflessione (spero a beneficio di tutti) ed in particolare il modo con cui io scelgo dove comprare, nella speranza che possano essere ritenute interessanti e che possano aiutare i neofiti nella difficile decisione di prediligere uno shop rispetto ad un altro. Ovvio che non sono la guida definitiva per non farsi “fregare”  perché pure io come, come tutti, ho diversi prodotti in attesa su shop ormai defunti, ma pian piano mi sono creato questa metodologia di scelta ed ora almeno acquisto con un po’ più di cognizione di causa rispetto a prima.

DOCUMENTAZIONE

La mitica, o meglio mitologica, documentazione che gli shop devono presentare ai gruppi per avere il loro bollino qualità…. Sfatiamo subito questo mito. La documentazione, per quanto utile, non è assolutamente garanzia di qualità o almeno non lo è nella stragrande maggioranza dei casi. Ovvio che chi apre un’attività deve avere la documentazione in ordine perché diversamente non potrebbe vendere nulla legalmente; ridicolo anche verificare la veridicità della partita IVA, normale che sia attiva, diversamente ed anche in questo caso non potrebbe vendere nulla… Più interessante è l’analisi delle visure camerali, preferibilmente storiche, dalle quali si possono estrapolare dati interessanti come nome di proprietario o amministratore delegato, tipologia societaria – normalmente S.R.L.S. (capitale di costituzione minimo pari a 1000 euro) – il capitale societario, la sede dell’azienda e la data di costituzione della stessa, non tralasciando per completezza i codici ATECO che autorizzano alla vendita di determinate categorie merceologiche. Mentre la stragrande maggioranza dei dati utili li potete trovare online (ed ora vi spiegherò come) la visura camerale storica è pubblica ma viene fornita dietro pagamento alle camere di commercio o ad aziende di servizi che svolgono questo lavoro – credo che online ne possiate trovare decine operanti in questo campo ed il costo si aggira intorno ai 20 euro.

COME TROVARE I DATI ONLINE SENZA L’AIUTO “INDISPENSABILE” DEI GRUPPI DI ACQUISTO 

Per la Legge italiana un sito di vendita online deve riportare diversi dati dell’azienda. Quello da cui risaliremo ad una serie di informazioni è il numero di partita IVA. Ricordate che tutte queste informazioni sono pubbliche o disponibili su pubblici registri quindi non commettiamo nessun illecito o reato ad informaci ed a renderle fruibili a tutti. Visto che è diventato famoso con il servizio delle iene facciamo il punto della situazione di Sythshare.

PARTITA IVA (che troverete sul loro sito):  06568990821. Da questa risaliamo tramite uno dei numerosi siti che erogano questo servizio ai dati dell’azienda:

Le stesse informazioni, che si ritrovano anche sul sito dell’azienda, ci confermano che i dati dichiarati sono giusti. Verifichiamo a questo punto se la partita IVA è attiva (direttamente dall’Agenzia delle Entrate):

Bene la partita IVA è attiva e quindi l’azienda è viva e vegeta ma leviamoci lo sfizio di cercare la sede che nel nostro esempio è in Via Puccini, 17 90011 Bagheria (PA)

Google Maps + Google Street

Abbiamo pure il nome del proprietario e il nostro “Grande Fratello” Google ci aiuterà nella ricerca di eventuali articoli o profili sui social per poter vedere – se presenti – in faccia il nostro amico venditore del cuore. Non sottovalutate questa cosa perchè, incredibilmente, troverete su di loro una marea di informazioni personali a cui diversamente non potreste accedere. Ovvio che pure le informazioni che le persone affidano ai social rientrano nel pubblico dominio dovendo autorizzare preventivamente i social alla pubblicazione dei dati in rete, ma ci riserviamo il piacere di farvi trovare a voi le informazioni riguardanti il buon Vincenzo.

Tuttavia un consiglio su qualcosa da ricercare ve lo voglio dare, verificate sul web se si trovano informazioni su altre attività che fanno capo a questa persona, cercate di capire se trattasi di un imprenditore di mestiere che trae i suoi guadagni da attività compatibili con la merce che mette in vendita sul sito, cercate di intuire se avete a che fare con una persona seria oppure se siamo di fronte a qualcuno di diverso e potenzialmente truffaldino.

Dato che sono convinto che gran parte delle documentazioni inviate agli shop ha ben pochi altri dati di maggiore interesse ed i dati veramente interessanti ovviamente non sono di pubblico dominio –  casellari giudiziali dei proprietari per dire la prima cosa che mi viene in mente-  credo che alla fine questi siano le informazioni più immediate e sulle quali vale la pena perderci 10 minuti prima di spendere i nostri soldi.

Ultima considerazione un po’ velenosa ma comunque da tenere in debita considerazione. Voi credete che le visure inviate ai vari gruppi di consiglio/acquisto Telegram siano reali? Perché se le manda direttamente il proprietario dell’e-commerce chissà se ha amici che si dilettano con photoshop….

Diffidate sempre da qualunque documentazione troviate in giro e dai commenti di tutti i gruppi di acquisto (Covo del Buy and Share compreso), usate il cervello e, se volete, investite voi 20 euro nell’acquisto del servizio di invio delle visure camerali complete che sono sempre meno di quelli che buttereste dalla finestra se acquistate sul sito sbagliato.

Adesso divertitevi un po’ a vedere chi sono i proprietari degli shop da dove comprate e dove hanno la sede; sono sicuro che tra casali in campagna e baretti di periferia vi divertirete molto.

Fateci sapere cosa scoprite!

 

– – – – – FINE PARTE 1 – – – – –

 

…A.S.A.P.  metodologia di vendita e indebitamento delle liste!

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