Come Mark’s sceglie un buy and share? (Parte 3)

Come Mark’s sceglie un buy and share? (Parte 3)

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LE EXIT E LE LISTE ESTERNE GARANTITE O NON GARANTITE

Dopo aver fatto una panoramica sulle 3 grandi tipologie di vendita dei Buy and Share, trattiamo a parte un paio di argomenti che mi stanno a cuore. Abbiamo visto che così come concepiti i vecchi sistemi di vendita, azienda seria o meno, si arriva ad un punto di non ritorno dove le liste si saturano e gli ordini fisiologicamente calano, in parte perché chi entra vede una diminuzione in termini assoluti di compensati giornalieri ed in parte perché si ritrova un aumento esponenziale di clienti in attesa con conseguente (e non più quantificabile) aumento dei tempi di ricevimento del prodotto. Nei “vecchi” Buy and Share chi si stufava di attendere di fatto perdeva i soldi versati della prenotazione ed i famosi “riscatti”, seppure offerti a reale prezzo fornitore, comportavano, sommando prenotazione e riscatto, un esborso di denaro maggiore di quello a cui i prodotti venivano offerti sulle più comuni piattaforme di e-commerce ed a volte anche nelle catene tradizionali di distribuzione i cui prezzi, come noto, sono sempre maggiori. A questo punto, dando per scontato di aver a che fare con shop seri e non con truffatori usciti dalle fogne che prendono tutto e scappano, si dovevano trovare soluzioni per continuare ad incrementare le vendite. Di seguito, ed in un elenco non esaustivo perché ogni giorno assistiamo a nuove tipologie di “escamotage” per far scorrere le liste, vi riporto quello che ad oggi sono le più comuni forme per cercare di procedere con le vendite anche su shop saturi.

EXIT

Riconosco a Tekkami di essere stato il primo ad aver avuto la visione di questa tipologia di tutela in tempi non sospetti e quando ancora il Buy and Share 1.0 tirava come il famoso “pelo” a fronte della coppia di buoi. In poche parole le exit sono la prima e a mio avviso ormai fondamentale ragione di scelta di uno shop, nonché inconfutabile e fondamentale prima forma di tutela che i clienti devono verificare quando decidono di comprare su un buy and share. In pratica la prenotazione o una percentuale della stessa viene “accantonata” e se il cliente si stufa di aspettare gli viene proposto un riscatto a prezzo di mercato da cui sarà dedotta parte/intera prenotazione. In tal maniera chi decide di riscattare andrà a pagare una somma molto vicina, a volte inferiore, ma leggermente superiore al reale prezzo di mercato del bene. Ci tengo a sottolineare –  perché già anticipo le critiche del buon Emanuele e di quanti la pensano come lui – che il reale prezzo di mercato non è quello dei siti di e-commerce o delle grandi catene o fintanto del negozio sotto casa… il prezzo di mercato è esclusivamente il prezzo di acquisto che lo shop ottiene dal fornitore, pertanto azzerate le lamentele perché nessuno sa gli accordi commerciali che possono avere colossi come Unieuro o Amazon e simili che sicuramente, e nella realtà dei fatti, sono molto più “potenti” di tutti i Buy and Share operanti i quali, tutti insieme, non arrivano ad 1 milionesimo degli acquisti fatti nei negozi fisici o sui siti di queste Multinazionali. Questo se utilizzate ogni tanto la zucca vi fa capire che possono strappare delle condizioni di acquisto molto più favorevoli e non minimamente paragonabili. Questa tutela tuttavia comporta un “costo”, perché solitamente ritroveremo una scontistica di acquisto dei prodotti minore, ovvero un prezzo di compensazione maggiore. Questo sia perché solitamente la prenotazione non viene più levata dalla lista in quanto comunque ha contribuito al completamento dei precedenti prodotti sia per il fatto che diversamente lo shop non avrebbe materialmente la possibilità di garantirvi tali agevolazioni.

VARIANTE

Ultimamente alcuni shop hanno deciso di non obbligare a comprare il prodotto che si è stufi di attendere ma garantiscono tuttavia il rientro di parte delle somme versate per la prenotazione in percentuali variabili da shop a shop: c’è chi trattiene il 10%, chi il 15%, chi il 20% ecc.ecc. Leggete i T.O.S. prima di comprare, farete esercizio di lettura e capirete con chi avete a che fare e non romperete i gioielli di famiglia sui vari gruppi perché cadete dal “pero”.

GIUDIZIO PERSONALE

Senza un piano di exit garantite personalmente non compro più neanche una cialda per il caffè. Per ciò che mi riguarda sono finiti i tempi in cui rischiavo 400 euro a botta e in questo caso vi invito a fare lo stesso e a scegliere esclusivamente questi shop, tralasciando tutto quello che trovate in giro e che non garantisce EXIT degne di questo nome. Se perderete dei soldi saranno una frazione di quanto investito e se deciderete di riscattare avrete comunque il vostro prodotto a prezzo ragionevole. Poi fate voi tanto di aperture, come sempre, ne abbiamo a tonnellate ogni santo mese; se avete soldi da buttare sopra a shop che non prevedono exit contattatemi in PVT che vi facilito la scelta e vi lascio il mio IBAN, tanto buttati per buttati almeno mi fate fare delle belle ferie.

LISTE ESTERNE NON GARANTITE

Solitamente queste liste sono prerogative degli shop “a 3 amici” dove l’azienda propone un prezzo finale (e pompato) di acquisto del prodotto dal quale si otterrà un percentuale di sconto fino ad arrivare al prezzo di prenotazione anticipato nel momento in cui 3 persone inseriranno il nostro codice. Tutte queste aziende, a parte solo Shoppafacile ormai morto e defunto e sul quale vi consiglio di non comprare neanche più uno spazzolino da denti, si tirano fuori dalla gestione delle liste esterne. Con questo “escamotage” non sono responsabili di quanto avviene in queste liste e spesso e volentieri, se non in tutti i casi, gli amministratori con metodi più o meno visibili – potrei scrivere 2 pagine sui metodi ma sinceramente non ne ho voglia – approfittano della situazione. Quando avete a che fare con gente onesta i prodotti li potrete ricevere, quando avete a che fare con disonesti completerete i loro prodotti e poi, come dice il buon Canavacciuolo, adìos… In quest’ultimo caso l’Azienda non vi tutelerà in alcun modo ed i vostri soldi saranno irrimediabilmente persi. Sottolineo già fin da ora che faremo un articolo a parte sulle community Girada perché sono una cosa ancora diversa e questo paragrafo dovete intenderlo come generale: per loro il discorso si fa più complesso e più favorevole agli utenti, ma merita un articolo approfondito e separato. Si sono affacciate nel corso dei mesi anche liste a compensazione che hanno introdotto il codice amico e conseguente creazione di liste non garantite da nessuno e che non hanno comunque avuto alcun effetto concreto. Una situazione ibrida in cui né lo shop né gli utenti hanno mai creduto realmente ma che sono state costituite esclusivamente per liste ormai in coma e che anche con questo palliativo non hanno più ripreso vita (del resto se sei morto il defibrillatore serve pure a poco).

GIUDIZIO PERSONALE

Veramente ve lo devo dire?

  • Liste esterne e garantite

Per scrivere questo paragrafo vi informo che sto facendo una violenza immane su me stesso: ho sempre considerato le liste esterne ed il codice amico un fallimento dello shop e provare a cambiare opinione mi risulta molto difficile, tuttavia parlando con share10 di Tekkami devo ammettere che in parte possano avere anche loro un senso. Non ne sono fortemente convinto ma effettivamente meritano una considerazione diversa da quella che ho avuto fino ad oggi. Cercando di essere il più oggettivo possibile, alcuni shop hanno deciso di proporre al cliente una nuova forma di lista “esterna” con codice amico, lasciando la gestione a normali utenti, ma considerandole comunque come “costola” esterna delle liste principali, garantendo ai clienti le stesse tutele come se avessero direttamente acquistato sullo shop. Gli ordini delle liste esterne contribuiscono in parte alla compensazione della lista principale – di solito nella misura del 20% – e gli stessi, oltre ad essere inseriti nella lista esterna, vengono riportati in ordine cronologico di acquisto anche nella lista principale; ovviamente seguiranno il criterio di compensazione della lista secondaria, pertanto quando completeranno nella secondaria risulteranno compensati anche nella principale.

Mah… Boh… Ni… difficile dare un giudizio, perché da una parte se lo shop garantisce il medesimo trattamento di tutela come nella lista principale è indubbio che siano una cosa positiva (un 20 per cento medio che si riversa ad ogni acquisto in una lista lenta e che la rivitalizza non può essere visto in assoluto come cosa negativa anzi…), tuttavia mi rimane sempre il dubbio che, dando in mano a degli utenti la gestione degli ordini di una lista, potenzialmente ci sia una grossa probabilità che questi si facciano gli affaracci loro a discapito degli altri. Non so se consigliare o meno queste liste ma mi sento comunque di invitarvi a prenderle in considerazione e soprattutto di prendere in considerazione quelle degli shop seri, perché se vi viene garantito il medesimo trattamento e le medesime tutele che sulle liste principali onestamente non ci vedo nulla di male ad acquistare tramite, loro ma di base è sempre la serietà dello shop che vi deve convincere ancor prima che quella della lista esterna. Non riesco a digerirle completamente ma tant’è che riconosco che possano essere utili sia per i nuovi clienti che per i vecchi che si ritrovano una percentuale di soldi piovuti dal cielo. Mi rimane sempre e comunque il dubbio che anche queste prima o poi si bloccheranno ed a quel punto che farà lo shop? Quindi usate il cervello sempre e comunque prima di acquistare…

 

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